La prima volta che mi sono trovato davanti a questo strano salume di forma quasi sferica e di colore scuro ho pensato a tre cose: 
1) è fatto con carne di maiale e quindi è sicuramente buono 
2) meglio non chiedere con quali parti del maiale è fatto 
3) dov'é il sugo?? 
Mi faccio coraggio e assaggio il primo boccone.

Effettivamente il sapore è buono, ma forte. Molto saporito. Inoltre l'accompagnamento con la purea di patate e' davvero azzeccato. 
Capisco anche che forse è meglio non esagerare e di non andare avanti con ulteriori approfonditi assaggi, dato che non è l'ideale per chi ha problemi di digestione.

Devo dire che le volte successive che mi è capitato di mangiarla le cose sono andate meglio ... sarà che il mio sistema digestivo ci si e' con il tempo abituato? 
Ebbene, sto parlando della famosa salama da sugo, o più semplicemente salamina, prodotta in svariate località della provincia Ferrarese.

E' un salume che trova le sue origini nel 1700 (c'é chi dice anche prima) e ancora oggi viene prodotto quasi artigianalmente in diversi paesi della provincia che si contendono il primato della miglior salamina durante le varie sagre paesane. 
Avendo la fortuna di avere una moglie ferrarese (fortunato non solo per la sua origine, ovviamente) e di conseguenza la possibilità di trascorrere svariato tempo in quel di Poggio Renatico, oramai posso dire di esser diventato un estimatore di questa pietanza, riuscendo anche a cogliere le varianti nelle varie ricette.

In più posso godere della sicurezza della preparazione e dei prodotti usati dato che conosco bene il produttore, nonché suocero. 
Veniamo ora alla ricetta: 
capocollo, guanciale, pancetta, lingua, fegato, sunia, dosati in parti diverse a seconda di chi la fa, aromi naturali, vino corposo, il tutto racchiuso nella vescica del maiale.

Ecco perché era meglio non chiedere prima cosa c'era dentro! 
Una volta preparata viene fatta stagionare anche sino a 1 anno e, a seconda del periodo di quando viene cotta si può mangiare "al cucchiaio" tagliando la parte superiore.

Oppure tagliata a fette se la stagionatura è stata lunga. 
La cottura della salama da sugo è molto semplice: viene messa in un sacchetto di tela (per i più raffinati) o di plastica per cucinare e cotta per 4-5 ora in ammollo in un pentolone capiente in modo tale che non sia a contatto con le pareti. 
Una particolarità di questo salume è l'uso - per lo più di chi se la fa in casa - del vino Clinto per bagnare ed impastare la carne. Questo vino, pur essendo stato messo al bando da diversi anni per la sua carica tanninica, trova ancora diversi estimatori che producono questa uva per uso familiare e produrre grappa. 
C'è chi dice che sia davvero buono, io sinceramente non l'ho ancora assaggiato, ma vi assicuro che non me lo farò scappare ancora per molto!

 

 

 

 

Rino [ringhio]

rino@biomototurismo.it