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 Ogni
motociclista ha le sue strade preferite.
E ci sono strade che sono preferite dai motociclisti.
Esempio tipico, per i Toscani ma non solo, possono esserlo la s.s. 67 del
Muraglione e la s.s. 68 Volterrana. Quante volte ci si ritrova a
percorrere queste strade, apparentemente sempre uguali: sempre diverse.
Vuoi per l'alternarsi delle stagioni, per il variare della luce, per le
semplici condizioni atmosferiche.
Vuoi per l'umore con il quale si affrontano.

Alle volte alla ricerca della traiettoria ideale, alle volte attratti da
ogni scorcio che ci appare come fosse la prima volta.
Ma, la gran parte delle volte, ci teniamo sempre sulla via principale,
sempre a seguire la direttrice maggiore.
Quante volte abbiamo visto il cartello marrone dell'indicazione di
interesse turistico ed abbiamo pensato “quasi quasi”, poi la sirena della
statale riprende il controllo della nostra direzione?
Tutte le nostre statali sono ricche di queste “piccole deviazioni”, in
quanto è il nostro paese ad essere ricco di storia, monumenti, chiese ed
abbazie.
Per questa constatazione, l'ultima volta che ho percorso il Muraglione, mi
sono lasciato vincere dal cartello marrone che citava “Chiesa di Santa
Maria a Agnano”.
La strada che conduce alla chiesa è una semplice strada bianca, lunga poco
meno di un chilometro, che porta su per le montagne della valle di San
Godenzo.
Dopo il breve tratto di salita si arriva all'agglomerato di Badia ad
Agnano, in pratica il piccolissimo paesino che si era sviluppato attorno
alla chiesa.
Per arrivare alla chiesa si gira intorno alle mura e ci si
porta sull'entrata che si affaccia sulla vallata.
Sembrava quasi in restauro, di quelli abbandonati però, nonostante il
gruppo di case alle spalle fosse ben tenuto, come la vecchia ex (immagino)
canonica.
Si presenta semplice, con uno stile essenziale, senza tanti
fronzoli. Una chiesa.
Leggo il cartello informativo, la chiesa è citata come proprietà dei
monaci vallombrosani di Sant'Ellero dal 1191, però l'edificio che possiamo
visitare è una ricostruzione del 1919, anno in cui ci fu un grande
terremoto che comportò gravissimi danni all'area del Mugello.
Provo ad aprire il portoncino senza tanta convinzione,
immaginando che sia chiuso.
La sorpresa alla sua apertura è stata grande, strana, piacevole.
Entro.
L'interno è illuminato, poco, solo da 3 finestre.
E' piccola, semplice, come all'esterno, un'affresco
nell'abside ed uno lungo il fianco dell'unica navata.
Mi aspettavo un interno lasciato al suo destino, invece sembra quasi di
fare un salto nel '19, con tutte le cose in ordine, pulite, un piccolo
organo a lato dell'altare, una vecchia macchina da scrivere nella
sacrestia.
C'è un senso di pace, tranquillità, mi sento quasi in imbarazzo a
disturbare la quiete del luogo, pur non avendo fatto alcun tipo di rumore.

Esco, nonostante il riparo dall'afa di oggi che offrire il
suo ospitale ed ombroso interno.
Ultimi sguardi alla facciata, che continua a colpirmi, non
so come mai.


Il
caldo si fa sentire, ma il richiamo delle sirene della strada si fa più
forte, cedo.
Mi dirigo verso la moto, il navigatore è pronto per la navigazione.
Anch'io sono pronto, a cercare ed a prendere la prossima
“piccola deviazione”.
La Chiesa
di Santa Maria ad Agnano si trova nel comune di Dicomano in provincia
di Firenze.
È citata come
Monasterium de Agnano in un diploma del 1191 dell'imperatore Arrigo VI,
con il quale si conferma la sua appartenenza ai monaci vallombrosani di
Sant'Ellero.
Fu quasi
completamente rovinata dal terremoto del giugno del 1919 e quindi
ricostruita in stile neomedievale sul perimetro dell'edificio originario.
La chiesa presenta la semplice facciata a capanna su cui si apre un
portale con lunetta sormontato da un occhio. Nell'interno, ad un'unica
navata coperta con tetto a capriate, si conserva, murato nella parete
absidale, un ciborio in pietra serena della fine del XV secolo.
Marcello [zAv¡]
marcello@biomototurismo.it |