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Una delle difficoltà che si possono incontrare durante la
preparazione di un viaggio è quella relativa alla pianificazione
dell’itinerario, sopratutto se questo si snoda attraverso numerosi punti
di interesse e non si concentra direttamente su di un unica meta finale.
A fronte di questa eventualità è
importante riuscire a creare un percorso che tocchi tutti i luoghi di
maggiore interesse magari percorrendo strade di indubbio valore turistico,
ma questo non è così semplice, se infatti può risultare relativamente
facile individuare le attrattive più rilevanti (magari navigando sui vari
siti mototuristici) è sicuramente molto più complicato unirli tra di loro
in maniera coerente oltre che soddisfacente.
Esistono condizioni però, in cui
questa procedura risulta assolutamente inutile dato che il percorso è già
stato tracciato e risulta di facile percorrenza senza doversi preoccupare
della sua stesura, condizioni che sono facili da riscontrare non solo in
Italia (dove forse la loro costituzione risulta meno frequente) ma in
varie parti d’Europa.
E se l’itinerario in questione è
in grado di farvi attraversare i più bei passi Alpini del versante
Francese collegati tramite suggestive strade che oltre ad risultare
panoramicamente emozionanti consentono anche una divertente guida
motociclistica, bene, non ci sono dubbi, sicuramente vi trovate a
percorrere una delle più celebri strade dell’ arco alpino, la Route des
Grand Alpes.
Risale al 1937 l’inaugurazione di questo suggestivo
tracciato che da Mentone, sulle sponde del Mediterraneo, conduce fino a
Thonon-les-Bains sul lago Lemano e che comprende, nei suoi quasi 700 km,
14 tra i più importanti e affascinanti valichi dell’arco alpino immersi
in un contesto paesaggistico a dir poco avvincente e consentendo al
fortunato viaggiatore di trotterellare al cospetto di alcune delle più
alte vette della stessa catena montuosa.
Dando per scontato che la identificazione di questo
tracciato punti a coinvolgere un ampio numero di filosofie turistiche, è
assolutamente incontestabile, anche se affermazione di parte, che la
miglior condizione per affrontare la prestigiosa strada è quella in sella
alle due ruote motorizzate, più agili sulle tortuosità montane e più
“vicine” alle atmosfere respirabili durante il lungo viaggio al cospetto
delle maestose cime Alpine, questo ovviamente se si affrontano le curve
della RdGA nel pieno rispetto di se stessi e degli altri e non nella
inutile ricerca di un record velocistico.
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| Col de Turini 1604 mt |
Col de Vars 2108 mt |
Col de Izoard 2360 mt |
Impegnarsi in evoluzioni velocistiche questo contesto,
inoltre, si rivela essenzialmente come blasfemo, concentrarsi solo ed
esclusivamente in una rabbiosa guida tralasciando di osservare in
poaesaggio che scorre accanto a noi è come bestemmiare in chiesa.
Sulla Routes des Grand Alpes non si corre, si scorre,
piacevolmente sospesi tra guida e paesaggio, assaporando la dinamicità
motociclistica nella percorrenza di curva, rilassando il polso sui
rettilinei dedicando parte della nostra attenzione a quanto di
meraviglioso scorre attorno a noi, pronti ad arrestare il trotto convinto
della nostra moto in presenza di una delle tante irresistibili attrattive
naturali o culturali presenti sul tracciato.
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| Col du Galibier
2645 mt |
I passi affrontati da chi si trova percorrere questa
celebre strada sono alcuni dei più famosi tra quelli presenti su tutto
l’arco alpino, celebrità conquistata non solo grazie alla formidabile
bellezza della natura qui presente e per la divertente conformazione delle
strade, ma anche per le leggendarie gesta dei più famosi ciclisti,
sopratutto del passato, in lotta per la conquista del Tour de France.
Col de Turini, Izoard, Galibier o Iseran sono solo alcuni
dei nomi più celebri che ci troveremo ad ammirare durante il loro
superamento in una sequenza avvincente e senza soluzione di continuità.
Il percorso, a causa delle altitudini raggiunte sui passi, è percorribile nella sua totalità essenzialmente nei mesi
estivi, alcuni tratti invece possono essere affrontati anche in tarda
primavera o inizio autunno.
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| Col de l'Iseran
2770 mt |
Ma la RdGA non è solo una strada fine a se stessa, di
per se potrebbe risultare in grado di soddisfare esigenze temporali
relativamente brevi, i 700 km del percorso possono essere coperti con
ampio margine e sufficiente spazio per soste ed osservazioni anche in tre/quattro giorni, ma le innumerevoli ramificazioni che da essa possono prendere
vita sono in grado di concentrare attenzioni mototuristiche per periodi
decisamente più lunghi tipici anche della vacanza estiva, e non solo
quindi per brevi fine settimana o ponti festivi.
Attrattive come il suggestivo Canyon del Verdon situato ad
ovest del col della Cuoillole, il Parco nazionale del Mercantour
compresso ad est tra la strada e lo spartiacque Italo/Francese, la
strada più alta d'Europa denominata Col della Bonnette oppure l'infinta
serie di passi e catene montuose estese intorno al nostro itinerario sia
sul territorio Francese sia su quello Italiano raggiungibile attraverso
i passi della Maddalena o della Lombarda o dell'Agnello, tanto per
citarne alcuni, rappresentano risorse tali da risultare sufficienti a
soddisfare le volontà mototuristiche più esigenti.
Non serve dilungarsi oltre in una descrizione dei paesaggi
e delle strade che, che chi percorre la RdGA si troverà ad affrontare,
il compito di questo articolo è quello di stimolare la voglia di partire
non di costituire un insufficiente surrogato di un viaggio, o magari
diminuire, dettagliandolo in anteprima, la meraviglia che proverete
percorrendo questo itinerario, per cui non mi resta altro che
augurarvi Buona Strada, buona Route des Grand Alpes.
Gabriele [freevax]
gabriele@biomototurismo.it
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