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Come
il celebre gioco da settimanale enigmistico dove occorre unire i puntini
per ricavare una immagina nascosta allo stesso modo la Millecurve si
propone di unire alcune tra le più divertenti strade Toscane immerse in
paesaggi e contesti storico culturali assolutamente unici.
Ideata,
nella sua forma originale, in una estensione di circa 380 chilometri ma
modificabile in funzione delle esigenze personali sia incrementandone i
chilometri sia riducendoli, attraversa regioni Toscane famose nel mondo
per il loro valore turistico come: Chianti, Crete senesi, Valdimerse,
Valdelsa, Colline Metallifere, Valdicecina abbinando in modo perfettamente
amalgamato il piacere della guida a quello della visita, soddisfacendo
così sia le esigenze motociclistiche che quelle culturali senza
sottovalutare il lato enogastronomico che nei territori attraversati è in
grado di appagare qualsiasi esigenza.
La sua
concezione circolare permette infine di abbreviare il percorso in ogni
momento interrompendone la esecuzione per ritornare tranquillamente al
quel campo base che in questo caso identificheremo con la Locanda Cuccuini
di Cavriglia ma che potrebbe essere stabilito in qualsiasi altro luogo
all’interno del percorso stesso in funzione delle esigenze di ognuno.
E’
indispensabile ricordare e sottolineare che questo percorso non è ideato
per fini sportivi ma assolutamente mototuristici, la stessa sua
percorrenza in versione solo stradale, senza cioè le soste amene lungo il
percorso ma tesa al suo completamento in giornata, non può prevedere una
inutile quanto pericolosa corsa contro il tempo ma bensì il piacevole
assaporare i tratti tortuosi percorrendoli con costanza e non con rabbia,
lasciando ai pur brevi rettilinei il compito di mostrarci l’incantevole
paesaggio che fa da cornice al nostro viaggio e che non merita
assolutamente di essere violentato, cosi come meritano di essere
rispettati luoghi e genti dei centri abitati che attraverseremo a velocità
di assoluta osservazione dei limiti stabiliti per legge.
Preso il
via da Cavriglia scalderemo le gomme ai nostri mezzi percorrendo la SS408
fino a superare il paese di Gaiole in Chianti per poi deviare pochi
chilometri più avanti sulla sinistra seguendo le indicazioni per Monteluco
e percorrendo una stretta ma piacevolmente ondulata strada che si inerpica
verso la vetta dei monti sotto lo sguardo attento di filari di cipressi,
per poi ridiscendere abbandonando il fresco dei boschi di Monteluco,
svoltando a destra all'incrocio sulla vetta, a San Gusme.
A San Gusme',
compatibilmente con gli orari è possibile effettuare una sosta per
degustare delle ottime specialità enogastronomiche, all'interno del borgo
Medievale, "Sira & Remino" saranno ben lieti di soddisfare le vostre
esigenze con piatti di affettati formaggi ma anche ottimi primi e
squisite carni alla griglia oppure con un veloce panino imbottito.
Da San Gusme
procediamo alla volta di Monteaperti imboccando la strada di fronte a noi
al bivio che ci si para davanti appena scesi dal borgo, superata la
località celebre per la sanguinosa battaglia che vide contrapposte le
signorie di Siena e Firenze arriviamo in località Casina e poi Taverne D'arbia.
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Gaiole- Monteluco |
San Gusmè e il suo
.... simbolo |
La campagna Toscana
nei pressi di Monteaperti |
Taverne d'Arbia, svoltando a sinistra al bivio nel paese, ci
introduce in uno dei contesti paesaggistici più belli in assoluto della
toscana e forse dell'Italia stessa, le Crete Senesi, morbidi saliscendi
inseriti in un paesaggio unico al mondo che cambia aspetto
nell'avvicendarsi delle stagioni, che ci conducono affascinati fino ad Asciano.
Poco prima del paese superato il ponte sul fiume Ombrone
svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per la Abbazia di monte Oliveto
Maggiore che raggiungeremo dopo una divertente guida su di un strada che
fa del saliscendi improvviso una ragione di vita ma che a causa della sua
stretta conformazione richiede assoluta attenzione sopratutto nei
cambi di direzione improvvisi al termine di un dosso.
L'Abbazia merita di certo una visita sopratutto per gli
interni, dal Chiostro affrescato da Signorelli e Sodoma alla splendide
Biblioteca e Farmacia, proseguendo il viaggio si arriva al cospetto della
città di Buonconvento, grazioso borgo medievale posto sulla SS2 Cassia.
Incrociando la Cassia si svolta a sinistra direzione Roma
per poi svoltare a destra poche centinaia di metri più avanti seguendo le
indicazioni per Murlo.
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| Le strade
sulle Crete Senesi |
Monte
Oliveto Maggiore |
Buonconvento |
Raggiungiamo infine il fiume Merse che da il nome al
territorio appena attraversato svoltando a sinistra poco prima di
raggiungere il centro di Casciano e giungendo in corrispondenza della
SS223, la statale che collega Siena a Grosseto teatro dei caotici esodi
estivi dei vacanzieri Toscani che vogliono raggiungere le bellissime coste
Maremmane, dove svolteremo a sinistra in direzione Grosseto.
Il tragitto su questa trafficata strada sarà brevissimo,
poco dopo il distributore sulla nostra sinistra raggiungeremo l'incrocio
per San Lorenzo a Merse e Monticiano visibile alla nostra destra non
appena attraversato il fiume.
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Le sinuose strade verso Murlo |
Murlo |
Il ruderi del castello di Crevole |
La strada inizia subito a farsi tortuosa risalendo
lentamente le colline che ci separano dalla valle dell'alto Merse,
divertentissima sopratutto nella fase di salita è in grado di regalare
emozioni intense a chi saprà interpretare al meglio la sua filosofia, è
infatti il ritmo continuo e progressivo che permetterà di assaporare al
meglio questa serie di ottime curve recentemente asfaltate che conducono
il viaggiatore al cospetto di uno dei luoghi più suggestivi e rinomati
della Toscana: l'Abbazia di San Galgano.
Raggiungibile tramite una breve deviazione dal nostro
itinerario (svolta a sinistra direzione Follonica, sulla SS441 Massetana)
è certamente una meta irrinunciabile per le testimonianze storico
artistiche che presenta: Galgano Guidotti, nobile cavaliere del XII
secolo, trascorse da eremita i suoi ultimi anni di vita nella cappella di
Montesiepi da lui eretta, la spada conficcata nella roccia ( protetta da
un teca in vetro a causa dei continui tentativi di estrazione) che vi si
conserva documenta la sua rinuncia alla violenza e il nuovo percorso di
vita che lo porterà fino alla santità, l' Abbazia sottostante, oggi
scoperchiata, fu fondata in suo onore dai monaci Cisterciensi dei quali
aveva abbracciato l'ordine.
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| L'abbazia
di san Galgano |
Monte
Siepi, la chiesa della Spada nella Roccia |
La Spada
nella Roccia |
Torniamo sui nostri passi terminata la visita per
riprendere il percorso originario, proseguendo verso Siena raggiungiamo il
piccolo castello di Frosini visibile al termine di due larghi tornanti
dopo i quali su di un breve rettifilo in salita, sulla destra, si trova un
piccolo bar dove è possibile effettuare una sosta degustando le specialità
locali farcite in un succulento panino.
Da questo punto inizia uno dei tratti più divertenti della
regione, una serie di curve senza soluzione di continuità, larghe e quasi
paraboliche in salita che si alternano senza intermezzi rettilinei e che
presentano praticamente lo stesso raggio di curvatura, pur non essendo di
raggio stretto esigono velocità di percorrenza ridotte data la loro
stretta parentela con i tornanti e una guida costante con la manopola del
gas bloccata nel punto giusto con la guida che segue meticolosamente il
raggio di curvatura ed il balletto dei cambi di direzione che non ammette
incertezze, occorre costanza di rendimento per gustare al meglio il
tracciato, ogni sbavatura può penalizzare la guida nelle curve successive
impedendo la armonia di esecuzione.
Terminato il tratto in discesa, iniziato dopo un breve
rettilineo di scollinamento divertente ma non come il suo predecessore, in
presenza della Colonna di Montarrenti imbocchiamo la strada sulla nostra
sinistra direzione Colle Valdelsa, dopo circa 10 km del praticamente unico
lungo rettilineo della giornata svoltiamo a sinistra direzione Radicondoli
che raggiungeremo dopo circa 12 km di strada tortuosa.
Superata Radicondoli attenzione al bivio sulla sinistra che
indica località Anqua, grazie ad esso potremo ritornare sulla SS441
Massetana seguendo le indicazioni per Montingegnoli, Montalcinello e
infine Chiusdino.
La Massetana delizierà la nostra voglia di curve fino al
suo epilogo nel suggestivo borgo di Massa Marittima pochi chilometri dopo
il bivio di Pian dei Mucini da dove prende il via la strada dalle Colline
Metallifere verso la Val di cecina e che attraversa la Valle dell'Inferno.
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| Le curve
della Massetana |
Sorprese
sulla SS441 |
Massa
Marittima |
E infatti impensabile proseguire nel nostro viaggio senza
prima avere visitato la splendida cittadina Maremmana, torneremo sui
nostri passi dopo avere assaporato la magia della sua celebre piazza.
Proprio sul bivio di pian dei Mucini è presente un ristoro
in grado di soddisfare le esigenze enogastromiche di una eventuale ora di
pranzo oppure solo per il gusto di uno spuntino, anche se è difficile
pensare che Massa Marittima non sia stata in grado di allietarci sotto lo
stesso profilo.
Le Colline Metallifere che sconfinano nella valle del
Diavolo nei pressi di Castelnuovo val di Cecina e poi Larderello offrono
uno spettacolo assolutamente unico, addirittura superbo se si seguono le
mille stradine che dalla direttrice principale si diramano alla ricerca di
quelle manifestazioni naturali sapientemente imbrigliate dalla mano
dell'uomo nei luccicanti tubi che serpeggiano sui colli, visibili nei
pressi di Sasso pisano piuttosto che Monterotondo Marittimo, dai colli
nelle giornate più terse è possibile spaziare con lo sguardo sul mare
Tirreno fino ad incrociare le cime della Corsica.
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| La valle
del Diavolo |
Le sorgenti fangose di
Monterotondo Marittimo |
L'arcipelago con la
Corsica |
Occorre prestare molta attenzione alla guida su queste
strade che pure in alcuni tratti si prestano a soddisfare le nostre
esigenze, sporco e condensa dei vapori emessi dalle ciminiere spesso
tendono a rendere viscido l'asfalto, meglio quindi trotterellare
allegramente gustandosi il paesaggio e facendo attenzione ai segnali
dedicati ai luoghi di interesse turistico.
Superata Larderello dove è possibile visitare il Museo
della Geotermia, proseguiamo alla volta di Pomarance prima e Saline di
Volterra poi, località dove incroceremo la statale che conduce da Cecina a
Volterra svoltando a destra subito dopo il passaggio a livello verso,
appunto, Volterra.
ATTENZIONE: Il tratto di strada compreso tra
Pomarance,Volterra, Castel San Gimignano, San Gimignano, teatro delle
insane gesta di troppi esaltati che troppo spesso pagano pesantemente le
loro assurde evoluzioni, è soggetto a frequenti e pesanti controlli da
parte delle forze dell'ordine richiesti da una popolazione esasperata
soprattutto dal continuo viavai di ambulanze e i frequenti necrologi.
Oltre al mantenimento di un comportamento civile ed al
rispetto dei limiti di velocità occorre essere in regola anche dal punto
di vista tecnico del mezzo, anche se normalmente i controlli si limitano
alla verifica del grado di inclinazione della targa.
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| Volterra |
Panorami nei dintorni
di Volterra |
Castel San Gimignano,
pressi |
La città di Volterra merita indubbiamente una visita
approfondita, magari anche per uno spuntino, dall'affascinante centro
storico all'anfiteatro Romano alle Balze, essa è in grado di catturare la
nostra attenzione per lungo tempo, la strada invece che ci conduce verso
San Gimignano, svoltando a sinistra al bivio subito dopo Castel San
Gimignano, offre scorci paesaggistici incredibilmente suggestivi
avvitandosi sui colli che degradano verso la valle per poi risalire
improvvisamente scortata da filari di viti, fino ad arrivare alla città
famosa per le sue torri alla quale non possiamo non dedicare una sosta più
o meno lunga.
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| Le torri di san
Gimignano |
Castellina-Poggibonsi
L'università della moto |
Il Castello di Volpaia
- Barucci |
Da San Gimignano raggiungiamo Poggibonsi grazie ad un
percorso di nessun valore turistico, poco prima di entrare in città
seguiamo le indicazioni che ci dirigono verso la SGC Firenze-Siena
imboccando il raccordo situato sulla rotonda compresa tra un grande
distributore alla nostra destra e un supermercato alla nostra sinistra, al
termine del raccordo prendiamo la prima uscita sulla rotonda che ci
riporta verso Poggibonsi, salita e poi discesa al termine dalla quale
sulla sinistra si trova il bivio per Castellina In Chianti, da adesso
inizia di nuovo il divertimento, questa infatti è una delle strade più
belle e divertenti della Toscana tanto da meritarsi l'appellativo di
Università della Moto.
Circa 30 chilometri di puro divertimento attraversando il Chianti
fino a Castellina percorrendo il crinale dei colli bagnati da infiniti filari di
viti prossimamente cariche d'uva o protetti da ombrosi cipressi, ondulazioni con asfalto perfetto che non
inducono alla guida veloce ma a quella ritmica e sinfonica che richiede
tranquillità e padronanza delle doti tecniche oltre alla perfetta conoscenza del
mezzo, marcia giù carezza sul freno e moto che scorre veloce dentro la curva,
breve accelerazione per contrastare la forza centrifuga e mantenere la
traiettoria e via fuori verso la prossima curva inserendo una marcia in più che
scaleremo nel prossimo approccio, mai come in questo momento la fusione uomo
mezzo appare inscindibile, non serve più pensare a quello che dobbiamo fare,
l'istinto ricama il tracciato seguendo le indicazioni delle onde emozionali che
scaturiscono dal nostro profondo, non verso la prestazione ma verso la
soddisfazione egoistica, non per dimostrare ma per divertirsi.
Il borgo di Castellina segnala la prossima fine della
nostra lunga escursione, anche se raggiungere Radda In Chianti situata nel
cuore del territorio del Gallo Nero può significare tutto tranne che la
fine del viaggio.
Se il tempo a disposizione lo permette e non siamo troppo
stanchi da dover rientrare subito alla Locanda Cuccuini, dove peraltro
potremo degustare una ottima cena, possimo raggiungere il Castello di
Volpaia poco distante da Radda sulla strada che conduce verso Greve
(imboccando il bivio a destra subito dopo una curva a circa 3 chilometri
da Radda) dove grazie alle premure della Paola, Oste del Bar-Ucci situato
sulla destra nela piazza principale, potremo concludere degnamente questa
lunga cavalcata assaggiano prodotti locali e assaporando del buon vino
mentre il tramonto tinge di (ovviamente) rosso vino i colli del Chianti.
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