Parte con una lunga trasferta autostradale il viaggio che ci condurrà fino alle rive del lago di Garda, a Torbole, l' ultimo paese che a nord si affaccia sulle acque del lago, per poi passare a Limone sul Garda. Ancora un po' di strada (tramite Merano) ci porterà nel paese di Stelvio, alle pendici del celeberrimo e tortuoso passo, dal quale, tramite il passo Passo dell'Umbrail e Santa Maria Val Müstair (Svizzera), raggiungeremo Livigno e la Val Federia. Ancora emozioni al ritorno, incontreremo il passo del Bernina, il passo del Maloja e S. Moritz.
 

Lago di Garda

 

Torbole


1.


Il piccolo paese di Torbole, che ci ospita la prima notte del nostro viaggio, ci introduce al folklore e all'accoglienza alpina, pulito e ordinato ci offre una superba vista del lago che è resa ancor più fiabesca dalle basse nubi di una giornata che si prospetta all'insegna del maltempo (1.2.3.)

 

2. 3.

 

Il delizioso porticciolo e la passeggiata sul lago sono adornati di fiori e non mancano angoli dove appartarsi per contemplare la magnificenza dei monti che si tuffano nelle acque placide del lago (4,5,6). Anatre e gatti hanno allietato la nostra visita (7.8,9,10).
 

4. 5. 6.

 

7.

 

8. 9. 10.

 


Limone sul Garda


Il nome di questo paese la dice lunga sull'attività primaria (prima dell'arrivo del turismo) che da tempi remoti occupa il paese, sono ancora presenti infatti le antiche serre che ospitano gli agrumi (10a,10b), che in questo anfratto della costa hanno trovato il clima ideale per crescere rigogliosi, al riparo dai venti freddi. Il paese si sviluppa intorno ad un dedalo di stradine, sottopassaggi e scale (11,12), sorprende l'abbondanza di piante ornamentali e fiori, presenti su ogni balcone e in ogni giardino (13), immancabile l'incantevole porticciolo (14,15) sul quale si affacciano gli edifici costretti tra la costa rocciosa del monte e l'acqua del lago (16).
 

10a 10b

 

11. 12. 13.

 

14. 16. 15.


 

Passo dello Stelvio


Stelvio

 

Il giorno seguente ci dirigiamo verso il modesto paesino che ci offre un momento di ristoro prima di affrontare la salita al passo e una splendida panoramica sui monti soprastanti, incorniciati dalle abitazioni dal tipico sapore nordico, con rifiniture in legno e decori a graffio intorno alle finestre e sui muri esterni, ancora una volta ci sorprende la cura maniacale che da queste parti si concede all'ambiente e alle abitazioni. Le insegne sono in tedesco... (17,18)
 

17. 18.

 

Il Passo


La salita al passo è interrotta solo da una frana nella prima parte del tracciato che ci obbliga a passare ad intervalli e a percorrere una piccola deviazione. Ripreso il normale tragitto la strada ci offre sempre più scorci e panorami mozzafiato, a strapiombo verso la valle, occupata solo dal tortuoso nastro d'asfalto. Le dolci coste erbose salgono e si inerpicano verso i picchi che diventano pareti rocciose via via sempre più innevate, fino a culminare in vette spesso incoronate dai riccioli vaporosi delle nubi che si sposano col candore delle nevi perenni (19).

 

19. 20.


Piccola delusione per quanto riguarda la tanto blasonata guidabilità del percorso, le decine di strettissimi tornanti percorsi con la moto a pieno carico personalmente non mi ha regalato grandissime emozioni in termini di tracciato, aspetto però trascurabile di fronte ad una natura cosi' maestosa e imponente. Del resto altre strade limitrofe daranno ampia soddisfazione alla voglia di guidare. All'arrivo in cima al passo la sensazione e veramente quella di dominio rispetto all'ambiente circostante, la giornata soleggiata e l'aria limpida ci permettono di ammirare con maggior dettaglio i monti che al nostro pari ci circondano e la vallata sottostante che si perde ai piedi dei colossi rocciosi (20).
Molte motociclette, come da tradizione, sono parcheggiate intorno ai ristoranti e ai chioschi che offrono panini con crauti e salsiccia (2122,23). Anche noi parcheggiamo accanto ad un cumulo di neve (a metà agosto!) e ci apprestiamo degustare le prelibatezze locali (24).

 

 

21. 22.

 

23. 24.


Seguendo la direzione per Livigno preferiamo passare dalla Svizzera anziché da Bormio in direzione S. Santa Maria Val Müstair, passando dal Giogo di Santa Maria o Passo dell'Umbrail. La cartina geografica non ci aveva indicato lo sterrato di alcuni chilometri presenti dopo il passo e che ad ogni modo sono risultati una divertente alternativa alle nostre aspettative, accentuando il carattere selvaggio dell'ambiente circostante.
 


Livigno

Il paese

 

Arrivati a Livigno per raggiungere il paese si attraversa un lungo e stretto tunnel, che alla sua conclusione apre la vista al lago che precede l'abitato e la vallata.
Lo stretto e lungo paese ci presenta subito tutte le sue vantaggiose offerte commerciali negli innumerevoli negozi (25,26,27,28) che qua, sin dall'epoca della Regina, godono di agevolazioni fiscali che si riflettono sui prezzi della merce, spesso vantaggiosi.

 

25. 26. 27. 28.

 

Tali agevolazioni furono concepite a causa degli enormi disagi che fino a poche decine di anni fa (e in parte tutt'oggi) affliggevano l'isolato centro urbano, ovvero freddo tremendo per molti mesi l'anno accompagnato da copiose nevicate per almeno ¾ dell'anno, da cui derivava l'impossibilità di contatti con l'esterno di questa vallata oltre che l'impossibilità di praticare qualsiasi tipo di agricoltura, si comprende come le condizioni di vita (fino a ben oltre il dopo guerra) fossero durissime. Ma l'arte dell'ingegno ha aiutato questa popolazione a sopravvivere con il poco che gli veniva offerto, si facevano provviste di generi alimentari quando il clima permetteva un po' di raccolto e la pastorizia, si trasformavano le erbe in unguenti e medicinali, mentre durante l'inverno ci si cibava delle carni grasse e nutrienti delle marmotte.

 

29. 30. 31.

 

Se si alza lo sguardo dalle vetrine cittadine ci si accorge che la vallata è chiusa da alte vette praticamente su tutti i lati, il verde domina sulle casette in legno e sembra che il cielo si affacci appena a curiosare dentro la valle (29,30,31,32,33).

 

 

32.

33.

 

 

Val Federia

 

Accanto al paese si svincola un'altra vallata, la Val Federia, sui quali prati nei mesi caldi si portavano le bestie a pascolare.(35,36) Sono qua presenti le vecchie baite con le doppie pareti in legno, nella cui intercapedine veniva pressata la paglia cosicché funzionasse da isolante termico, mentre i tetti sono ancora in pietra o legno (alla faccia della bio-architettura!)(37). In questi isolati edifici non arriva la corrente elettrica e d'inverno sono completamente isolati dal resto del mondo, la neve qua cade cosi' abbondante che risulta impossibile anche spalarla dai sentieri e dalle strade.

 

35. 36. 37.

 

La fauna presente è la tipica alpina, si può avvistare lo stambecco, il cervo, i grandi rapaci, le immancabili marmotte (38,39,40,41,42,43,).

 

38. 39. 40.

 

41. 42. 43.

 

Tra le tante credenze popolari che sopravvivono in questa valle ce n'è una che racconta delle anime dei moribondi, ogni abitazione ha una piccola finestrella che viene aperta quando il trapasso del malato è ormai imminente, in modo che l'anima del povero possa abbandonare la vita terrena e liberarsi definitivamente tramite questa piccola apertura (44). Mentre si può vedere ancora come si preparavano anticamente le erbe officinali (45) si possono ammirare paesaggi, natura e abitazioni incantate e bloccate al tempo di cento anni fà (46,47,48)

 

44. 45. 46.

 

47. 48.




Passo del Bernina - S. Moritz

 


Uscendo da Livigno in direzione sud si incontra dopo pochi chilometri il passo del Bernina con il particolare lago dalle acque bianche, sovrastato dalle lingue del ghiacciaio che perenne tenta di svincolarsi dalle brulle rocce del monte che lo ospita (50,51). Vicino la costa del lago scorre la ferrovoa del trenino del Bernina, che da S.Moritz giunge fino a Tirano attraversando zone incontaminate e paesaggi immacolati, compreso il già citato passo del Bernina (52).

 

50.

 

51. 52.


Attraversiamo il Maloja, breve ma divertentissimo passo immerso nel verde degli abeti e rientriamo in Svizzera per approdare a S. Moritz, della quale ci concediamo solo una breve visita al fastoso centro urbano e al grande lago di S. Murrezzan (formato dal fiume Inn) che si trova di fronte alla città (53,54,55,56).

 

53.

54.

 

55.

56.

 

Per il rientro ci attende, dopo il rientro da Castasegna/Chiavenna, la parte ovest del lago di Como fino alla città lacustre, per poi rientrare sul veloce e lungo nastro d'asfalto che ci riporterà alle nostre terre natie.


 

Leonardo [Leofalco]

leonardo@biomototurismo.it