|
La calda domenica di fine giugno ci porta inevitabilmente a
cercare rifugio dall’afa sui vicini e familiari monti, dai quali in parte
traggo origine e dei quali sono profondamente innamorato.
Ogni visita ai territori natii diventa occasione di nuove
scoperte e di approfondimenti sui luoghi, la vita e le tradizioni di
questa esigua ma tenace popolazione.
Cutigliano
In particolare ci siamo oggi dedicati alla visita di alcuni
centri paesani aggrappati sulle ripide coste che si concludono nel letto
del fiume Lima.
Cutigliano è considerato il centro storico dell’alta
montagna Pistoiese, talmente sono antiche le sue origini da dividere gli
studiosi su chi realmente fondò il paese, sono stati tirati in ballo gli
etruschi e i romani, addirittura gli abitanti di Cutilia, presso Rieti,
che cacciati dagli umbri cercarono rifugio su queste coste e nientemeno
che il poeta Catullo, da
cui il nome deriverebbe il nome Catullianum.
Di certo è chiaro che
Cutigliano si è sviluppato sull’asse viario Modena – Pistoia, già
importante da tempi lontanissimi.
 |
 |
 |
|
3 L'acero centenario |
11 chiostro esterno |
2 La
chiesa di S. Bartolomeo |
La nostra visita inizia dalla
chiesa di S. Bartolomeo
(2,11),
, la quale si trova in
posizione leggermente defilata rispetto al vero centro del paese, sorge di
fronte ad una piazzetta (ricavata in epoca ottocentesca a causa
dell’abbattimento della facciata, successivamente arretrata di circa
quattro metri) dominata dall’ombra di un immenso acero centenario
(3), la cui mole
sembra sostare a guardia perenne del luogo religioso. La chiesa fu
distrutta nella prima metà del 500 a causa di lotte intestine tra le
potenti famiglie del luogo per poi essere ricostruita nella seconda metà
dello stesso secolo. La bussola dell’ingresso,
con il suo soffitto decorato ad intagli, prelude alle opere
cinque/seicentesche che si trovano all’interno.
(5,6)
 |
 |
 |
| 4 Soffitto della
bussola d'ingresso |
5 Acquasantiera
del '500 |
6 Interno della
navata centrale |
Sotto il soffitto a cassettonato
e motivi geometrici lo sguardo corre subito agli splendidi altari dipinti
situati in fondo a ciascuna delle due navate laterali, costruiti per
adornare i rispettivi dipinti coevi, con intagli, ori e sculture policrome
che davvero poco hanno da invidiare ai Flügelaltar
dell’alta Italia(9,10),
voltandosi indietro si nota subito la maestosa cantoria sovrastata
dall’organo seicentesco decorato a finti marmi(7),
mentre incastonato all’interno di uno degli archi della navata di sinistra
si trova un particolare palchetto sempre di sapore seicentesco, in pietra
serena con sobri decori in oro(8).
 |
 |
 |
 |
| 7
Cantoria e organo |
8
Palchetto in pietra |
9
Altare con dipinto della vergine |
10
Altare seicentesco |
Proseguendo per il paese molti
sono i particolari che attirano l’attenzione del visitatore, spazi isolati
nel verde (1)
adatti alla contemplazione della natura circostante, fontane “grottesche”
(13) e
quieti scorci di vita paesana(12,15,14).
Appena salita la strada in pietra che porta alla piazza dei Capitani
subito la vista vene rapita dalle architetture quattrocentesche del
Palazzo dei Capitani (16)e
della loggia antistante(17, 20).
 |
 |
 |
 |
| 1 Angolo nel
verde |
12 Scorci
paesani |
13 Fontana
decorata |
14 Rose
selvatiche |
 |
 |
 |
 |
| 15 Scorcio della
loggia |
16 Palazzo dei
Capitani |
17 Veduta della
piazza |
20 La Loggia |
Il palazzo, ora sede del comune, porta sulla facciata le effigi araldiche
dei capitani della montagna che nel corso dei secoli hanno guidato queste
terre sotto il patrocinio di Firenze, rappresentata dal grande sigillo
gigliato sovrastante la facciata. Molti degli stemmi, alcuni in terracotta
policroma, parecchi in pietra, sono riconducibili a note botteghe
artigiane fiorentine. Anche gli interni portano ancora traccia di
affreschi e fregi dell’epoca in cui i capitani governavano in questo
territorio(18).
Subito di fronte la loggia va a completare i luoghi deputati al potere,
era infatti utilizzata in antichità come ambiente di riunioni e di
amministrazione della giustizia. Era anticamente dotata di un banco
quattrocentesco in pietra serena, sul quale si rogavano gli atti notarili,
oggi conservato nell’ingresso del palazzo(19).
La facciata si mostra spartita in tre archi poggiati su due eleganti
colonne a capitello corinzio, mentre l’interno ospita un affresco della
vergine (1577) e protegge dalle intemperie l’originale colonna del
Marzocco(21), simbolo della repubblica fiorentina
che in origine si trovava al centro della piazza di fianco alla piccola
fontana a vasca, oggi una fedele copia ne fa le veci(22).
 |
 |
 |
 |
| 18 Loggiatodel
palazzo |
19 Banco della
Loggia |
21 Affresco del
'500 e Marzocco |
22 Palazzo e
Marzocco |
A conclusione della storica
piazza si trova la chiesa della Madonna di Piazza(23),
una chiesa molto più intima e raccolta rispetto alla precedente,
l’ambiente interno è avvolto nella semioscurità(29),
dalla quale emergono poche ma significative
opere, sull’altare centrale troneggia una terracotta di scuola Robbiana
con la Vergine col Bambino e Santi (opera di Benedetto Buglioli, 1510)
(27,28).
 |
 |
 |
 |
| 23 Chiesa di
Madonna della Piazza |
27 Madonna della
Piazza; interni |
28 Madonna della
Piazza; Altare |
29 Madonna della
Piazza; Interni |
Tra le case proprio di fronte
alla chiesa si apre uno stretto vicolo che conduce dietro il palazzo, per
arrivare ad una antica fonte denominata pozzo del Capitano(25).
Interessante notare un fenomeno
caratteristico dei luoghi dove un tempo la materia prima per le
costruzioni scarseggiava o era di faticosa reperibilità, per cui si
riutilizzavano pezzi di vecchie fabbricazioni per edificarne di nuove,
poco importava se un ex stipite con tanto di iscrizione finiva a
sorreggere la ringhiera in ferro di una scala esterna…(26,24)
Proseguendo la visita tra i
profumi di cibi caserecci che verso sera si spandono qua e là per i
vicoli, si giunge fino alla piazza più grande del paese, dove si
affacciano vari negozi (che offrono prodotti alimentai e artigianali del
luogo) e locali adibiti al ristoro del visitatore. A imporsi al centro
della ombreggiata piazza di nuovo una fontana ornata di stemmi(32).
 |
 |
 |
 |
| 24 frammenti di
vecchi edifici |
25 Pozzo del
Capitano |
26 Vecchi
frammenti |
32 Fontana |
Molti sono i balconi e finestre
colorate dei fiori estivi, nonché angoli suggestivi dove un’anima
romantica si può perdere ad ammirare piccoli particolari che parlano di
tradizione e di storia.(30,31,33,34)
 |
 |
 |
 |
| 30 Scorci
paesani |
31 Nicchia con
affresco |
33 Balcone
floreale |
34 Fiori |
Pian
degli Ontani
Scendiamo la via che dal paese
conduce al ponte sul fiume Lima, per poi risalire sull’altro versante che
delimita la stretta vallata per arrivare nella limitrofa valle del
torrente Sestaione. Rimaniamo nello stesso comune, ma la frazione si
chiama Pian degli Ontani, piccolo paesello di pochi abitanti, noto ai più
per le ottave della poetessa pastora, Beatrice da Pian degli Ontani. Donna
dell’ottocento, illetterata ma dotata di un genio poetico estemporaneo
talmente alto da portare la sua fama anche all’estero e da condurre in
questo paesino molti di famosi letterati e umanisti dell’epoca, desiderosi
di un incontro con Beatrice.
Poco prima di raggiungere il
borgo incontriamo il piccolo oratorio della Madonna della Selva Nera(41,42,45).
Immerso nel verde, piccolo e delizioso, ospita al suo interno una
singolare pittura su pietra, realizzata a metà ottocento dal pittore
F.Marini, incastonata in un altare realizzato dallo scultore altoatesino
Stiplesser(43,44).
Leggende paesane narrano che la
pietra su cui è stata dipinta l’immagine sacra sia stata prelevata dal
fosso retrostante l’oratorio, poco inporta ai fini del racconto se la
natura geologica del sasso non sia compatibile con la zona.
 |
 |
 |
 |
 |
| 41 Madonna della
Selva Nera |
42 Oratorio
della Selva Nera |
43 Dipinto con
altare ligneo |
44 Ritratto
della Vergine |
45 Oratorio
della Selva Nera |
Salendo in paese si trova piazza
dell’Acerone(39),
sembra che queste enormi piante siano il
simbolo contraddistintivo delle piazze di questa zona… di fronte al grande
albero la facciata semplice della chiesa
(38) e l’ingresso
al centro studi Beatrice, al cui interno è possibile documentarsi sulla
poetessa e godere di una piccola biblioteca. La raccolta chiesetta offre
due interessanti tele seicentesche con la Vergine e Santi, oltre a due
grandi tele contemporanee poste di lato alla porta di ingresso, mentre gli
antichi altari in pietra sopravvivono alla modernizzazione di arredi e
decori pensati da un architetto che poco ha contestualizzato il proprio
lavoro con l’ambiente in cui lo ha realizzato.
 |
 |
 |
| 38 Pian degli
Ontani; Chiesa |
39 Pian degli
ontani; Piazza dell'Acerone |
40 Monumento a
Beatrice |
 |
 |
| 47 Parco
Beatrice |
48 Le ottave di
Beatrice |
La visita continua seguendo il
viale Beatrice, passando per il nuovo spazio verde a lei dedicato(47),
per giungere fino in fondo al paese, dove la vegetazione si riprende i
suoi spazi per offrire refrigerio e pace assoluta. Tutto il percorso è
ornato dalle penetranti ottave dalla poetessa analfabeta, che da parole
destinate a dissolversi nell’aria per sempre ritornano scolpite sulla
pietra per volontà di chi ha deciso di non abbandonare nelle pieghe della
storia questo straordinario personaggio(48,40).
Leonardo [Leofalco]
leonardo@biomototurismo.it
|