Il giro che illustrerò brevemente è la parte iniziale di un viaggio più lungo, però è tranquillamente fattibile in un fine settimana, considerando anche una distanza di avvicinamento/rientro a casa di circa 350/400 km.
Sicuramente due giornate piene ma molto, molto soddisfacenti.

 

GIORNO 1

 

Per prima cosa si punta la prua seguendo le indicazioni per Domodossola, per poter così iniziare il nostro giro con il Valico del Sempione (Simplonpass 2005 mt.), che si lascia percorrere abbastanza velocemente in considerazione del fatto che la strada che lo affronta è larga, ben tenuta, nonché non particolarmente tortuosa, purtroppo. Inoltre il traffico pesante fa sentire comunque la sua presenza, anche se abbiamo potuto testare che i nuovi TIR anche in salita si lasciano portare molto comodamente...
Il verde abbonda, le montagne pure, nonostante le premesse il paesaggio non delude.
La discesa è veloce come la salita, e la fondovalle che ci porterà al secondo passo è piacevole, la Svizzera a livello paesaggistico non delude quasi mai.

 

Passo del Sempione

 

 

 

E la strada che sale al Passo della Novena ( Nufenenpass 2478 mt) sicuramente rispetta queste aspettative, oltre ad un tracciato finalmente movimentato, con il suo nastro d'asfalto che guadagna la vetta appoggiandosi al tratto appena percorso.
Il panorama è imperioso, con tutti i massacci che ti circondano durante la salita, e dalla vetta lo sguardo può finalmente spaziare libero dalle costrizioni.
Il traffico, passato il Sempione, si è fatto decisamente leggero, quasi nullo, si ha l'impressione di essere soli su questa porzione di territorio.
Forse è anche per questo che è facilissimo avvistare animali liberi che si godono anche loro il sole su queste montagne.
La discesa è forse più contorta della salita, magari è solo l'impressione agevolata dal fatto di avere ben chiaro il tracciato in un solo colpo d'occhio.

 

Neufenenpass
 

 

 

 

 

 

 

Il successivo valico è il più famoso Passo del San Gottardo (Gotthardpass 2108 mt.), ai bivi bisogna stare attenti alle segnalazioni in quanto ci sono due strade che salgono: la nuova (larga, dritta, galleriosa) e la vecchia (un budello di tornanti con fondo in sanpietrini).
Ovviamente noi riusciamo a sbagliare e trovarci in vetta con la nuova, ma sul passo, presso il laghetto, si può agevolmente trovare la strada vecchia e rifare i tornanti d'epoca, che ancora emozionano, soprattutto con il traffico inesistente (sottratto dalla strada nuova) sembra veramente di essere in un altra epoca.
Sfortunatamente per quanto riguarda la discesa ben poco del vecchio tracciato è stato salvaguardato, non ci resta che “aggiornarci” e piegarci al nuovo.

 

Passo del san Gottardo

 

 

 

 

Fortunatamente appena finita la discesa del San Gottardo abbiamo modo di prendere subito la salita del Passo della Furca (Furkapass 2431 mt.), ultimo valico della giornata, che ci riporterà in quota in con un tracciato tortuoso, splendidamente incorniciato fra il verde dell'erba ed il grigio della roccia. Una sosta per assaporare il sole che sta per tramontare, con gli ultimi sprazzi di luce che giocano che i cristalli delle lingue di ghiaccio che ancora resistono nelle fessure e nelle zone più ombrose.
La discesa ha una visualità maggiore sulla vallata, con un colpo d'occhio che affascina, ghiacciai, torrenti in caduta libera, una vera poesia.

 

Furkapass

 

 

 

 

GIORNO 2

 

Il giorno successivo, di buon ora, partiamo che siamo già alle pendici del primo valico cioè il Grimselpass (2164 mt.), capiamo che sarà un “buon giorno”, anzi ottimo, lo spettacolo della vista panoramica che si gode da questa strada, la luce ancora giovane e calda, insomma una partenza da raccomandare! In più il traffico si è praticamente, la strada è nostra.
La strada è tortuosa ma ampia e ben tenuta, purtroppo si esaurisce fin troppo in fretta, arriviamo sul lago che adorna il passo, foto di rito poi verso valle, dove troveremo un altro lago artificiale, più grosso, perfettamente incastonato nell'ampia gola in discesa. Proseguendo fino a trovare un altro lago artificiale, non è un errore, c'è ne sono proprio tre.
La vallata che porta verso nord, che dovremo percorrere per un altro breve tratto, è molto piacevole a livello di guida, nonostante i vari cantieri presenti.

 

Grimselpass

 

 

 

 

 

 

Altra perla della giornata è il valico successivo ovvero il Sustenpass (2224 mt.), con la strada che parte in vallata, solitaria, “soffocata” dal verde, e poi si allarga un poco per dare agio di godere del panorama roccioso e ghiaccioso, poi si inerpica, più stretta, lungo le falde del massiccio, uno dei tratti più belli complessivamente che abbiamo affrontato in tutto il viaggio.
Senza parole.

 

Sustenpass

 

 

 

 

 

 

 

Tappa successiva è l'Oberalpass (2044 mt.) che si raggiunge passando per le delle splendide gole che racchiudono un ponte del tutto simile al Ponte del Diavolo in Toscana, poi si gira e si inizia l'effettiva salita al passo, su una strada ampia e dritta, che paragonata ai passi affrontati fin'ora un poco stona.
 

Oberalpass

 

 

 

 

 

Stessa “delusione”, forse un pelo di più, per la salita al Passo di Lucomagno (Lukmanierpass 1916 mt.), probabilmente amplificata anche per il minor dislivello e per le montagne che si sono fatte tonde e morbide come delle colline.
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Passo del Lucomagno

 

 

Il prossimo traguardo è il Passo del San Bernardino (2066 mt.) che, qui lo dico e qui lo nego, consiglierei di raggiungere facendo un breve tratto di autostrada (ovviamente con relativo bollino) perché la fondo valle che porta al valico è lunga, con molti paesi da attraversare, in più l'autostrada ha un'uscita proprio dove inizia il tratto più interessante per il valico.
Che poi interessante è dire poco, fra il tracciato che soddisfa le esigenze di guida ed il panorama che soddisfa gli esteti, c'è di che essere contenti e dimenticarsi le lungaggini dell'arrivo.
Immancabile laghetto che domina il passo, immancabile sosta rifocillatrice, immancabile budello d'asfalto che si perde fra le rocce a scendere.

 

Passo di san Bernardino

 

 

 

 

Il rientro in Italia si avvicina, per portarlo a termine ci serviremo del Passo dello Spluga (Splugenpass 2113 mt.), strada stretta e ripida, che si inerpica per i fianchi della montagna, con un tracciato che si lascia guidare con un certo piacere, con gli occhi che vagano fra le cime ed il blu profondo del cielo.
Passo, frontiera e... lago.
La discesa verso Chiavenna si fa interessante quando lasciamo la statale nuova e ci lasciamo tentare dal vecchio tracciato che scende ripido con tornanti secchi in galleria, con una carreggiata larga giusto il minimo indispensabile, chissà se quel vecchio camper di tedeschi con il rimorchio sarà ancora lì incastrato...

 

 

Passo dello Spluga

 

 

 

Da Chiavenna si riprenderà la strada verso casa, nel caso si sia trattato di un rapido fine settimana, altrimenti si può rientrare in Svizzera verso l'Engadina, ma questo è un altro giro..

 

 

Marcello [zAv¡]

marcello@biomototurismo.it