L'indipendenza è probabilmente il desiderio più ambito da buona parte della popolazione che da sempre abita la stupenda isola di Corsica e non pochi sono quelli che per lei hanno lavorato o addirittura combattuto, aiutati e contemporaneamente stimolati in questo compito da una unità culturale e razziale ben precisa che riunisce la popolazione autoctona Corsa oltre che da un contesto territoriale assolutamente ben delimitato.

Il più famoso personaggio Corso al quale ancora oggi vengono tributati onori e che  ha rappresentato il tentativo più concreto, riuscito per un breve arco temporale, di consegnare la Corsica ad un destino indipendente dal quel dominio esterno che da sempre opprime l'isola, è sicuramente Pasquale Paoli.

Pasquale Paoli nasce in una frazione di Morosaglia il 6 aprile 1725, figlio di quel Hyacinthe Paoli, Generale della Nazione, che aveva comandato la seconda delle quattro insurrezioni che contraddistingueranno la Rivoluzione Corsa contro il dominio Genovese e la Francia Borbonica, la prima insurrezione aveva già consegnato alla storia, nella prima meta del 1500, la figura di Sampiero Corso, il primo ad avere avuto la visione di una Corsica indipendente e che per tale sogno aveva combattuto contro Genova  e contro le divisioni interne fino alla sua morte avvenuta il 17 gennaio 1567 quando sessantanovenne ancora combatteva per il proprio ideale.

Esiliato nel 1739 con il padre a Napoli il Paoli riceverà, oltre ad una ovvia formazione indipendentista, una profonda educazione culturale che lo porterà in seguito a manifestare profonda simpatia per la politica , profondamente legato alle proprie radici culturali resta in contatto con le vicende isolane grazie al fratello ed ad alcuni amici che più tardi lo richiameranno in patria.

Sotto la guida del generale Gaffori i patrioti Corsi avevano intrapreso una nuova guerra di liberazione, il suo assassinio poco prima del trionfo finale rischiò di compromettere il processo di riunificazione ma la caparbietà dei successori del defunto generale, tra i quali spicca Clement fratello di Pasquale, e l'arrivo in Corsica di Pasquale Paoli e degli altri esuli, nell'aprile 1755, permise il compimento del processo di liberazione.

Paoli fu subito nominato da una assemblea maggioritaria generale delle armi della nazione Corsa per trovarsi immediatamente a contrastare l'insurrezione della fazione opposta capitanata da Mario Emanuele Matra, domata la rivolta per l'illuminato generale fu finalmente possibile porre in atto quelle riforme, quell' ordinamento politico e quel senso di democrazia che avrebbero governato il paese per 14 anni.

Paoli attribuisce a Corte il ruolo di capitale della nuova nazione dalla quale promuove e fa approvare una nuova costituzione, riordina le finanze e le amministrazioni, impone un nuovo ordinamento giuridico, dota la nazione di un esercito e di una marina e stimola il ritorno della agricoltura e della crescita del commercio, purtroppo le città marittime rimaste in mano genovese limitano di molto il fiorire del commercio la nascita del porto di Ile Rousse in contrapposizione alla potente Calvi genovese tenta di rompere questo ennesimo giogo.

Conscio della importanza della istruzione della cultura nella fondazione di una nazione fonda proprio a Corte quella università ancora oggi forte vanto dell' isola e riaperta nel 1981, a furor di popolo,dopo il lungo periodo di chiusura imposto dalla dominazione Francese nel 1768.

Genova intanto indebolita ulteriormente dalla perdita di Capraia ad opera delle forze Corse chiese aiuto alla Francia e al suo Re negoziando quel Trattato di Versailles, forse uno dei più controversi della storia,  che di fatto vendeva la Corsica alla Francia in cambio di denaro e di aiuto militare.

Lo sdegno che investi il popolo Corso incrementò la fierezza e la volontà di resistere al nuovo oppressore, animati da un odio forse superiore a quello nutrito verso i Genovesi resistettero alla forza d'urto militare Francese più di quanto le reali forze in campo potessero far sperare, Paoli sfuggito anche ad un perfido tentativo di assassinio mediante tradimento prosegui stoicamente nella lotta ma alla fine la preponderante macchina da guerra Francese riuscì ad avere la meglio sulla fierezza isolana.

In seguito alla sconfitta definitiva del 9 maggio 1769, Paoli e molti suoi sostenitori furono costretti alla via dell'esilio, il 13 giugno dello stesso anno si imbarcheranno su di una nave Inglese che li trasporterà alla corte del re assoluto ammiratore dell'uomo e delle sue gesta.

Gesta che nella Europa di fine '700 contribuiranno a costruire il mito del personaggio che a capo di uno sparuto gruppo di uomini e di un piccolo stato sognava l'indipendenza combattendo contro le maggiori potenze militari dell'epoca.

Paoli tornerà in patria dopo la rivoluzione che cambiò le sorti della storia Francese ma non riuscì più a imporsi ai Corsi come in passato, ancora una volta in lotta contro le truppe francesi e le divisioni tra le varie fazioni indipendentiste, chiederà l'aiuto Inglese con la promessa di una nomina a vicerè che in effetti non riceverà mai.

Deluso ed amareggiato partirà ancora una volta in esilio nel 1795, la Corsica tornerà di nuovo totalmente e definitivamente nelle mani Francesi nel 1796.

Il sogno di libertà di Pasquale Paoli terminerà con la sua morte, il 5 febbraio 1807 a Londra.

 

Alcuni anni prima, nel 1769, figlio di due partigiani che avevano combattuto per la libertà sognata da Paoli, era nato in quel di Ajaccio uno dei più fervidi ammiratori di quell'uomo che aveva tentato di consegnare un paese al suo popolo e che a breve avrebbe lasciato il suo profondo segno nella storia dell'Europa e del Mondo: Napoleone Bonaparte

 

 

Gabriele [freevax]

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