Una meta si può determinare preventivamente oppure un luogo prima sconosciuto lo può diventare per caso percorrendo un preordinato tragitto, ma una meta si può scoprire anche vagando per caso in attesa di un evento al quale dovevamo partecipare e rispetto al quale, per vari motivi, siamo in largo anticipo.

Se poi l'appuntamento in questione viene ulteriormente posticipato non per nostra volontà, ecco che l'osservazione furtiva e superficiale si trasforma in una occasione di visita quasi approfondita. 

Certo, occorre sicuramente un pò di fortuna per rintracciare nelle immediate vicinanze del nostro itinerario qualcosa che valga la pena visitare, ma se dotati di un minimo di consapevolezza e di amore per le Arti, la Cultura e per la natura, in Italia questa eventualità non risulta poi così improbabile.

Magari qualcuno potrebbe pensare che il verbo più idoneo da utilizzare in questo caso sarebbe "accontentarsi" e per certi versi non avrebbe nemmeno tutti i torti, ma questa considerazione ha un valore relativo, deformato dalla incredibile varietà di risorse che questo paese è in grado di offrire molte delle quali di un valore assoluto a livello mondiale e di fronte alla quali altre potrebbero apparire assolutamente irrilevanti, ma esse, prese singolarmente ed apprezzate per quello che realmente sono in grado di offrire, possono regalare grandi emozioni e costituire l'ennesima solida pietra per la costruzione di un solido "magazzino" culturale.

Accade poi che,  in una splendida giornata di metà primavera, tra le potenziali scoperte effettuabili si abbia la (vera) fortuna di poter passeggiare in un contesto che probabilmente non è iscrivibile tra le cosiddette attrattive minori, una piccola perla come il Borghetto di Valeggio sul Mincio.

Siamo in Veneto a pochi passi dal confine con la Lombardia, compressi tra Mincio e Tione in quella che si identifica come la Pianura Veronese e non lontani dalla forte attrattiva del Lago di Garda situato poco più a nord, e la nostra visita inizia da un ponte....

 

 

BORGHETTO

 

Parcheggiato il nostro mezzo nel piazzale riservato nei pressi del paese torniamo sui nostri passi per osservare da vicino una suggestiva opera che poco prima aveva attirato per un attimo la nostra attenzione e che potrebbe offrire una splendida visuale sul borgo sottostante.

La diga/ponte Viscontea, detta anche Il Ponte Rotto scavalca, segnata dal tempo e dalle offese militari, il Mincio con i suoi 600 metri di lunghezza, oggi utilizzata per il traffico veicolare rappresenta il tentativo della dinastia Scaligera di creare una poderosa opera di fortificazione in grado, oltre che di difendere, di deviare le acque del fiume nel vicino Tione creando un efficiente fossato difensivo ai territori governati al tempo di Gian Galeazzo Visconti.

 

Il Ponte Rotto Sullo sfondo il Castello di Valeggio

 

Il ponte velocemente ultimato fu poi raccordato al castello Scaligero sovrastante creando così una imponente struttura fortificata di difesa parte di un complesso ben più grande e che si estendeva per circa 15 chilometri fino a Nogarole Rocca.

Poche purtroppo sono le testimonianze visibili di questa opera militare giunte fino ai giorni nostri. 

 

La splendida vista dal Ponte sul Borghetto e sul Castello

 

Quanto disponibile risulta comunque più che sufficiente, così come ampiamente soddisfatte sono state le nostre speranze di una visuale privilegiata sul borgo che incontra il Mincio appena transitato sotto le arcate che ci sostengono.

Oltrepassato il ponte pieghiamo a sinistra per raggiungere il piccolo gruppo di case meta del nostro estemporaneo viaggio, osservando la struttura del ponte dal basso.

 

Il Ponte Rotto

 

Il percorso inverso avrebbe sicuramente destato maggiore sorpresa rilevando come quanto appena osservato e giudicato per certi versi tutelato era invece normalmente attraversato da un nastro di asfalto percorso da una rilevante mole di traffico, traffico che sicuramente non nuocerà alla conservazione della secolare struttura....forse.

 

 

Il borgo è davvero piccolo e raccolto, grazioso e rilassante per conformazione e per la scarsa presenza di turisti presenta però un leggero retrogusto di "artificioso" che però subito scompare davanti alle pale dei vecchi mulini o alle placide acque del Mincio nel quale nuotano tranquille anatre.

 

 

Le torri del ponte sorvegliano solenni le timide case che il fiume par volere solo accarezzare in una immaginaria deviazione spontanea dal proprio corso primigenio.

 

 

Pur facendosi coinvolgere dalla atmosfera del luogo la visita termina in breve tempo, la ridotta estensione del luogo non consente di trascorrere molto tempo nella scoperta e ammirazione delle peculiarità del contesto.

Resta quindi un pò di tempo a  disposizione per visitare anche la vicina Valeggio sul Mincio e conoscerne, almeno superficialmente le attrattive ivi conservate.

 

 

 

VALEGGIO SUL MINCIO

 

Occorre percorrere poco più di un chilometro per raggiungere Valeggio da Borghetto, cittadina moderatamente animata dove non è difficile trovare parcheggio nelle immediate vicinanze del centro, il sole scalda oltre il piacevole l’aria, l’estate è ormai vicina.

 

La Chiesa di San Pietro in Cattedra

 

La Chiesa di San Pietro in Cattedra è il primo monumento che osservo dirigendomi verso il centro, edificata nel 1753 sui resti di una precedente costruzione vanta, nonostante la facciata incompiuta, una solenne  architettura che racchiude al suo interno una grande navata neoclassica e numerose opere d'arte ad iniziare dalla notevole, anche dimensionalmente, pala dell'800 qui custodita.

 

Gli interni della chiesa

 

Le vie del centro sono moderatamente animate, piacevolmente illuminate dai colori delle facciate delle case  e dei palazzi culminano nella piazza principale sulla quale domina rigoroso il Palazzo Guarienti, settecentesca costruzione all'interno della quale il 30 maggio 1796 Napoleone Bonaparte riuscì a sfuggire aad un tentativo di cattura da parte degli austriaci, come ricorda una lapide apposta sulla facciata.

 

Le colorate facciate Palazzo Guarienti

 

Per lungo tempo strategicamente importante, data la sua posizione geografica, Valeggio è stato dotato di notevoli fortificazioni delle quali oggi resta visibile solo parte del Castello Scaligero che domina dall'alto, solenne nonostante la decadenza, il centro urbano.

 

Il Castello Scaligero La salita al castello

 

Il percorso che conduce al castello dal paese è breve ed in dolce salita, moderato sforzo ampiamente ripagato dalla visone progressiva dei resti del castello, costruito intorno al XIII sec, e parte di quelle fortificazioni già citate.
Il Castello primigenio distrutto da un terremoto intorno al 1100 evidenzia i ruderi della Torre Tonda antistante al fortilizio più recente  terminato nel XIV sec., un tempo dotato di tre ponti levatoi a garantirne l'accesso, dei quali solo uno ha superato l'ingiuria dei secoli, oggi viene utilizzato per vari eventi a sfondo storico e culturale.

 

Il Castello Scaligero

 

La visita intorno alla suggestiva ma scarna costruzionee difensiva medievale alle cui torri non è consentito l'accesso, probabilmente a causa dell'orario ma non vi sono indicazioni di sorta, risulta abbastanza breve, grazie alla posizione di rilievo ulteriore componente emozionale alla visita viene conferita alla osservazione privilegiata di Valeggio ma anche di Borghetto e del suo ponte Scaligero.

 

Borghetto Il Ponte Rotto Valeggio sul Mincio

 

Nel tragitto di ritorno verso il parcheggio ho modo di osservare dal cancello, indiscutibilmente chiuso, la villa seicentesca dei Conti Maffei, al tempo signori di Valeggio, chiaramente ispirata allo stile del Palladio.

Dietro la villa si estende il Parco Giardino Sigurtà, sconfinato giardino botanico di elevato interesse botanico di interesse europeo la quale purtroppo non posso dedicare la minima attenzione.

Il tempo a mia disposizione è giunto al termine e la visita del parco richiederebbe un tempo superiore a quanto da me oggi insperatamente concesso.

Villa Maffei Sigurtà

 

Senza il minimo rimpianto, sarei un irriconoscente, vesto di nuovo i panni professionali mentre mi reco determinato al mio appuntamento, alla memoria digitale della mia fida reflex il compito di ricordare ciò che potrebbe essere stato solo mera illusione.

 

 

Gabriele [freevax]

gabriele@biomototurismo.it