
La Robbia e’ una pianta originaria dell’ Europa meridionale e dell’Asia molto diffusa in passato anche su nostro territorio in quanto utilizzata per ricavarne un particolare colorante naturale orami totalmente in disuso. Nasce probabilmente dall’utilizzo di questa pianta in tintoria la attribuzione del cognome alla famiglia Della Robbia per la quale appunto si ipotizza un passato da appartenenti all’ Arte dei Tintori prima di diventare celebri con la tecnica della Terracotta Invetriata Policroma inventata, o forse sarebbe meglio dire concretizzata, da Luca della Robbia (1400-1482) nel corso del 1400 in una bottega Fiorentina. Luca inizia la sua carriera nella bottega del Brunelleschi, nella quale lavora anche Donatello, dal quale sicuramente apprende i rudimenti per il perfezionamento della tecnica che poi svilupperà in proprio, lo stesso Donatello ed altri come il Sansovino e Baccio da Montelupo utilizzeranno questa particolare tecnica artistica per creare delle opere proprie, tecnica addirittura considerata da Leonardo da Vinci come esempio di superiorità della pittura sulla scultura. Nella infinita contrapposizione tra scultura e pittura infatti, al contrario della scultura, che è arte del levare, la plastica è arte del mettere.
I Della Robbia sono protagonisti indiscussi della straordinaria stagione culturale denominata Rinascimento che per molti segna la fine del Medioevo del quale invece altri vedono una continuità, sarà il Vasari nel suo trattato "Vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino à tempi nostri" a coniare il termine Rinascita sottolineando lo straordinario periodo storico ed artistico che inizia con Cimabue e Giotto nel 1302 grazie all’utilizzo di tecniche assolutamente innovative da parte del maestro Fiorentino e culmina con le opere di Michelangelo capace di superare in maestria anche gli stessi antichi scultori. Il trattato del Vasari contiene dei riferimenti anche ai della Robbia in speciale modo a quel Luca che iniziò la fortunata avventura artistica:
LE VITE DE' PIÚ ECCELLENTI ARCHITETTI, PITTORI, ET SCULTORI ITALIANI, DA CIMABUE INSINO A' TEMPI NOSTRI Nell'edizione per i tipi di Lorenzo Torrentino - Firenze 1550 di Giorgio Vasari
"Ma non così Luca della Robbia scultor fiorentino il quale s'affaticò ne i marmi lavorando molti anni. Et avendo una meravigliosa pratica nella terra, la quale diligentissimamente lavorava, trovò il modo di invetriare essa terra co'l fuoco, in una maniera che e'non la potesse offendere né acqua né vento. E riuscitoli tal invenzione, lasciò dopo sé eredi i figluioli di tal secreto. E così fino al tempo nostro, i suoi descendenti hanno lavorato di tal mestiero, e non solo ripiena di ciò tutta la Italia, ma e mandatone ancora in diverse parti del mondo. E di questa invenzione merita egli certo non manco lode che e' meritasse nella scultura, nella quale grandemente fu celebrato"
La policromia in realtà si riduce ad un ossessivo uso del azzurro bianco ed avorio che costituirà un importante marchio di fabbrica ed un sicuro parametro di riconoscimento, va detto però che lo sviluppo davvero policromo perfezionato molti anni più tardi da Giovanni di Andrea della Robbia non aiuterà in alcun modo la potenzialità espressiva dei manufatti che resteranno artisticamente un gradino sotto alla produzione di Luca ed Andrea. Sarà compito del nipote di Luca, Andrea (1435-1525) continuare l’opera dello zio sviluppando la tecnica e introdurre all’interno della Bottega alcune innovazioni che porteranno la produzione delle Terrecotte ad un livello quasi industriale, grazie a questa efficienza produttiva il patrimonio e la fama di Andrea supereranno ben presto quelle dello zio che invidioso di questa situazione cancella il nipote dal testamento di famiglia.
Successivamente i due figli di Andrea: Giovanni e Girolamo si occuperanno della Bottega introducendo nuove procedure e affinando le tecniche ma senza riuscire ad eguagliare lo spessore artistico dei due predecessori La enorme produzione della bottega sotto la direzione dei Della Robbia nella quale lavorano numerosi altri artisti fa si che il numero di opere ancora presenti sul territorio sia assolutamente rilevante oltre ad essere facilmente riconoscibile, numerose inoltre le commesse realizzate per altre regioni Italiane o per stati esteri come la Francia dove Girolamo lavorò per lungo tempo. La bellezza unica delle opere realizzate grazie ad una tecnica ritenuta segreta ma che probabilmente era solo frutto di un maniacale lavoro di realizzazione al quale partecipavano più persone consente ai della Robbia di ottenere importanti commesse e di lavorare per i più grandi artisti dell’epoca. Famiglia ricca ed apprezzata nell’ambiente Fiorentino portarono quasi all' estrema sopportazione la Signoria Fiorentina sposando incautamente le teorie del Savonarola poi perito sul rogo in piazza a Firenze. La loro arte subirà vari tentativi di imitazione nei secoli a venire ma tutti con scarso successo, nel 1566 l'ultimo depositario dei segreti della famiglia Della Robbia, Girolamo muore a Parigi.
E’ un
viaggio quello ipotizzabile sulle tracce delle opere dei Della Robbia che
porta a percorrere le strade più belle della Toscana e del nostro paese, a
visitare il luoghi più famosi ma anche quelli più nascosti e magici del
territorio, scontato iniziare dalla Firenze rinascimentale che vide
nascere e progredire il talento dei della Robbia nelle opere custodite nel
museo del Bargello oppure nell’Opera del Duomo per poi proseguire magari
nella tranquilla Pistoia oppure rilassarsi al profondo misticismo degli
Eremi di La Verna e Camaldoli, oppure nella piccola Bibbiena Casentinese.
Gabriele [freevax]
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