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Dopo tante ricerche e tante sbucciature causate dalla esplorazione di boschi e fitte macchie sono finalmente riuscito a trovare Cetamura, risultato ottenuto, onestamente, grazie anche e soprattutto ad una mail che mi ha suggerito tracce ben più consistenti di quelle a mia disposizione e che mi ha indicato la dislocazione effettiva delle rovine di Cetamura in base a riferimenti similari a quelli a mia disposizione che troppo si prestavano ad erronee interpretazioni. E’ anche ovvio che il raggiungere dette antiche vestigia sia assolutamente più facile di quanto io immaginassi e meno “pericoloso” di quanto abbia effettivamente verificato nelle mie precedenti ricerche, bastano infatti poche centinaia di metri di facile camminata, dal luogo dove si parcheggia il mezzo sulla strada che da Coltibuono porta a Radda, per arrivare nella radura collinare dove si estendono le rovine della antica città. La croce in legno posta a fianco del nastro di asfalto, indicazione primaria per la identificazione della zona ha una sua gemella posta sulla collina poco più ad est, fonte principale della mia erronea interpretazione delle indicazioni. Non è onestamente molto quello che nella zona degli scavi si possa osservare e che possa servire a ricostruire mentalmente la fisionomia della cittadina Etrusca, ma non è questa la cosa più importante come si può rilevare da una approfondita ricerca in rete o cartacea. Sembra infatti che Cetamura possa contribuire in modo sostanziale alla comprensione della cultura Etrusca in conseguenza ad una sua struttura sociale ed abitativa fatta di gente comune e di forza lavoro poco incline quindi a quelle contaminazioni esterne che invece tanto sembrano avere fatto presso le classi più agiate della struttura sociale Etrusca e nelle città più rappresentative città del territorio Etrusco.
Molto più significativo di tante mie considerazioni citare un sunto delle considerazioni di Nancy T. de Grummond della Florida State University, che ha lavorato per molti anni a Cetamura contribuendo in maniera determinante al suo recupero dall’oblio del tempo.
Cetamura del Chianti risalente al periodo etrusco è un luogo che deve
essere considerato in base a criteri del tutto peculiari. Durante tutta
la sua storia fu occupata da gente comune , per lo più di umile
estrazione, che viveva all’interno di un sistema campestre. Dei
manufatti ivi recuperati, il 99,9% sono frammenti o in qualche modo
risultano incompleti. Di conseguenza Cetamura non dovrebbe essere
oggetto di studio per ritrovamenti spettacolari o perché capace di dirci
qualcosa delle élites etrusche famose grazie alle loro tombe, ai dipinti
monumentali e ai beni di lusso importati.
Nancy T. de Grummond Florida State University
Oltre a queste importanti considerazioni sembra che Cetamura possa anche contribuire in modo definitivo alla attribuzione di nascita del toponimo “Chianti”, è possibile infatti che in detta denominazione si possa riconoscere un idronimo quale logica evoluzione della parola Clanis con la quale gli Etruschi appellavano il piccolo corso di acqua che qui nasceva per poi gettarsi nell’Arbia (con Clanis gli Etruschi chiamavano anche altri fiumi, come quello che in antichità attraversava la valdichiana oppure quello situato in Campania nella zona di Avellino.). Il riconoscimento definitivo di questa origine toponomastica fornirebbe anche maggiori e più concreti argomenti a chi, da tempo, rivendica una definizione del territorio Chiantigiano ben più ristretta di quella attuale, anche rispetto alla sola zona del Gallo Nero, fondamentalmente incentrata su gaiole in Chianti e la cresta montuosa che la separa dal valdarno tagliando fuori anche Greve in Chianti. Certo sembra essere invece l’appellativo con il quel questa popolazione sembra si riconoscesse grazie ad una iscrizione che è stata ritrovata proprio a Cetamura e che tradotta significherebbe proprio Chiantigiano : CLVTNI.
Appare quasi scontato quindi a fronte di
queste, ma anche di tante altre, testimonianze ritrovate nel territorio
del Chianti lasciateci dall’antico popolo, attribuire la nascita del
toponimo a noi tanto caro a quegli antichi e misteriosi abitanti di
queste zone che in larga parte di Italia si espansero fino creare un
potente impero: gli Etruschi. Da segnalare infine, la possibile osservazione dei reperti rinvenuti a Cetamura all'interno del museo situato presso il Centro di Informazione Turistica di Gaiole in Chianti
http://www.chiantinet.it/archeologia/cetamura/welcome.html http://classics.fsu.edu/cetamura/
Gabriele [freevax]
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