E' il 217 avanti Cristo, Annibale sta avanzando alla testa del suo esercito verso Roma, ha appena valicato gli Appennini e si appresta a vincere la Battaglia del Trasimeno.
Prima di arrivare all'appuntamento con la sua vittoria deve fare però i conti con l'Arno: infatti in quei giorni è straripato ed ha alluvionato e reso palude un'ampia zona di pianura che corre fra Pistoia e Firenze.
Gli storici riportano che per percorre questa distanza impiegò quattro giorni, riportando gravi perdite.

 


 

L'ultimo attraversamento pare che lo fece sul ponte di Bruscheto, a pochi metri dall'odierna uscita di Incisa Val d'Arno dell'autosole.
Ma l'Arno in piena chiese un altro tributo che il condottiero pagò con un'infezione ad occhio che lo rese cieco, ma non per quello gli limitò la sua visuale strategica.
Il ponte di Bruscheto andò distrutto nel corso dei secoli e fu ricostruito, nelle modalità in cui è giunto sino ai nostri tempi, in epoca medioevale, quando oltre ad una pescaia fu costruito pure un mulino.

 

 

Insieme al Ponte Vecchio (a Firenze) e a Ponte Buriano (nel comune di Arezzo) sono gli unici ponti medioevali che sono sopravvissuti fino oggi, persino alla II Guerra Mondiale.
La linea del ponte è caratterizzata da una costruzione a quattro arcate, da un profilo basso e dall'assenza delle spallette laterali, cosa che senza alcun dubbio gli ha consentito di sopravvivere alle varie piene dell'Arno, facendosi sommergere dalle acque senza opporre alcuna resistenza

 

 

Questa costruzione particolare non ha però potuto nulla contro la furia del fiume del 6 novembre 1966, quando dopo secoli di resistenza passiva l'acqua è riuscita a strappare un'arcata.
Da allora il ponte non è stato più ricostruito e giace, insieme al mulino, in uno stato di avanzato abbandono.
 

 

A peggiorare la situazione nel corso degli anni è rimasto imprigionato fra l'Autostrada che scorre ad est e la ferrovia ad ovest, senza alcunché da collegare è stato lasciato a morire lentamente fra le acque.
E' veramente una piccola deviazione quella che ci porta a raggiungere il manufatto, sono proprio 5 minuti dalla 'civiltà'. A saperne la Storia, o le storie, pare quasi di vedere il ponte semisommerso, percorso dall'ultimo elefante dell'armata sopravvissuto all'inverno, con in groppa il grande condottiero che lotta contro l'impeto di un inaspettato alleato di Roma.
 

 

Chissà se il ponte riuscirà a sopravvivere alla odierna società.

 

 

Marcello [zAv¡]

marcello@biomototurismo.it